settembre 1, 2020

I Mammut: dove e come trovarli

C’è un luogo nelle Terre del Perugino dove un milione e mezzo di anni fa avreste potuto veder pascolare ed abbeverarsi i giganti della natura per antonomasia: i MAMMUT! Il territorio di Pietrafitta, che anticamente faceva parte del bacino occidentale dell’antico Lacus Tiberinus, il vasto lago che occupava buona parte della nostra regione Umbria, ha restituito, infatti, nel corso degli ultimi 60 anni i fossili di questi grandi animali, ed insieme a loro anche i fossili di tante altre specie tra mammiferi, anfibi, pesci e insetti. Tutti questi fossili, che rappresentano una delle collezioni più variegate e importanti d’Europa, sono visitabilei al Museo Paoleontologio “Luigi Boldrini” di Pietrafitta.

Chi avrebbe mai detto che sotto i piedi degli abitanti di Pietrafitta si nascondessero i resti di questi primi grandi pachidermi! Ma chi erano i mammut? Scopriamolo insieme con questo piccolo contributo redatto dal nostro esperto Luigi.

Durante il periodo del Quaternario Inferiore e più precisamente nel Pleistocene, quindi 1,5 Milioni di anni fa circa, in Italia ed in Europa era presente il grande e mastodontico MAMMUT. Non il classico e ben più noto Mammut lanoso, vissuto durante l’era glaciale, ma il cosiddetto Mammut Meridionale. Questo era una specie di Mammut proveniente dall’Asia minore e diffusosi poi ampiamente in Italia ed in Europa, che possedeva un aspetto molto simile ad un elefante moderno, con la differenza di avere però delle dimensioni di gran lunga maggiori.

Questo Mammut poteva arrivare addirittura fino ad un’altezza di 4,5 metri al garrese e dal peso di circa 10 tonnellate, con zanne ricurve lunghe anche fino a 3 metri. Ben altri numeri rispetto agli elefanti Indiani moderni. Le zanne inoltre, rispetto a quelle degli elefanti moderni che le hanno dirette in avanti, erano rivolte verso l’esterno per poi convergere verso l’interno con una forma lunare. Altra caratteristica di questi animali risiedeva nei denti. I Mammut, infatti, possedevano un totale di 6 denti, di cui due incisivi, cioè le zanne, e 4 molari, due superiori e due inferiori. I denti molari erano molto particolari in quanto erano costituiti da numerose lamelle parallele tra loro che gli permettevano di masticare e triturare grandi quantitativi di materiale vegetale.

 

Erano denti fondamentali per un Mammut, in quanto erano i denti che gli permettevano di masticare il cibo e anche per tale motivo subivano un processo di usura continuo. Per sopperire a questa usura il Mammut possedeva dei ricambi dentali. Questo animale era, infatti, in grado di cambiare il dente fino a tre volte nell’arco della vita e una volta che esso risultava essere troppo consumato e non più utile alla triturazione del cibo cadeva e veniva sostituito. Questo ricambio dentale avveniva circa ogni 15/20 anni. Altra caratteristica che rende i denti fondamentali per gli studi paleontologici di un Mammut risiede nel fatto che tramite il numero e la complessità delle lamelle presenti nei molari si può risalire al tipo di specie di Mammut a cui appartiene quel determinato dente. Le specie più primitive infatti avevano poche creste e il numero di lamelle andava aumentando progressivamente man mano che le nuove specie si evolvevano.

Il Mammut Meridionale era, infatti, una specie di Mammut molto primitiva, che è stata successivamente sostituita dal cosiddetto Mammut delle Steppe ed infine dal ben più noto Mammut lanoso. Il Mammut Meridionale era purtroppo abituato a vivere in climi caldi e non possedeva una lunga e folta pelliccia, cosa che influì molto sulla sua sopravvivenza e fu uno tra i principali fattori che ne causò l’estinzione con l’avvento dell’era glaciale alla fine del Pleistocene.

Se volete approfondire la loro storia e vedere le loro imponenti ossa fossili, vi aspettiamo al Museo Paleontologico di Pietrafitta tutti i venerdì-sabato-domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30!

 

 

 

 

Musei & monumenti