Città della Pieve

STORIA

Città della Pieve si erge su di un colle di 508 m. s.l.m. al confine tra Umbria e Toscana e domina la Valdichiana e il Lago Trasimeno. Dai suoi punti panoramici lo sguardo può raggiungere a Sud il Monte Cimino, a Sud-Est il Monte Peglia e i Monti Sibillini, ad Est il Montarale, la Valle del Nestore e il Subasio, a Nord i colli del Trasimeno e il Pratomagno, nella provincia di Arezzo, e a Ovest il Monte Cetona e il Monte Amiata. L’attuale territorio di Città della Pieve, in epoca etrusca e romana, apparteneva alla città di Chiusi, una delle città più importanti d’Etruria. A testimonianza di ciò sono i numerosi reperti archeologici rivenuti nel corso del XIX secolo disseminati nei musei di mezza Europa, l’obelisco etrusco datato al V sec. a.C., oggi situato al pianterreno di Palazzo della Corgna, ed una tomba etrusca, rinvenuta nel 2015, databile alla fine del IV sec. a.C. contenente due sarcofagi monumentali e tre urne cinerarie in marmo con relativo corredo, oggi al Museo Civico-Diocesano di Santa Maria dei Servi. Allo stato attuale degli studi, però, non c’è nulla che lasci supporre la presenza di insediamento etrusco o romano nel luogo dove oggi sorge il centro storico. Presumibilmente l’antico villaggio fortificato di Città della Pieve nacque intorno al VII-VIII sec. d.C. in prossimità di una pieve, chiesa con funzioni battesimali la cui intitolazione ai Santi Gervasio e Protasio, santi gemelli milanesi, induce a ritenere la sua fondazione ad opera di genti provenienti dell’Italia Settentrionale. La Pieve contribuì ad assorbire gli ultimi pagani della zona, che riconoscendosi come comunità cristiana si insediarono in prossimità del loro luogo di culto. In questo modo ebbe origine il villaggio fortificato, il castrum, che nei secoli successivi si trasformerà in castello. Dall’unione della pieve e del castello nacque il nome del paese, Castel della Pieve.

Durante il Medioevo, Castel della Pieve acquisì le caratteristiche che ancora oggi si possono osservare passeggiando per le sue strade, ossia edifici in mattoni collegati da archetti o separati da stretti vicoli. A questa fase appartengono la Pieve gotica, la Torre Civica, il Palazzo dei Priori, la Torre del Vescovo e la poderosa Rocca Perugina. In questo periodo nascono anche le chiese più importanti fondate dagli ordini monastici minori, come la Chiesa di Sant’Agostino, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di Santa Maria dei Servi ed il Monastero di Santa Lucia delle Clarisse dell’Ordine di San Damiano. Anche la partizione della città in tre rioni, detti terzieri, affonda le sue origini in questo periodo. Il Rinascimento, invece, vide nascere ed affermarsi uno dei più celebri pittori italiani nonché il più celebre dei figli di Castel della Pieve, Pietro Vannucci detto “Il Perugino”, che lascerà numerose opere nella sua città natale, tra cui spicca l’ “Adorazione dei Magi” del 1504 nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi.

Nel 1529 Papa Clemente VII de’ Medici tolse definitivamente Castel della Pieve dalla Legazione di Perugia, sottomettendola direttamente al potere centrale di Roma. Da questo momento in poi, la città sarà governata da Governatori Perpetui eletti dal Papa, quasi sempre Cardinali.

Nel 1600 Papa Clemente VIII Aldobrandini trasformò l’antica Pieve, già divenuta Collegiata durante il XVI secolo, in Cattedrale, sancendo la nascita della Diocesi, fino ad allora Diocesi di Chiusi, ed elevando Castel della Pieve a rango di città. Da questo momento in poi, infatti, il nuovo nome sarà Città della Pieve. 

 

LUOGHI DI INTERESSE

LA ROCCA PERUGINA > Costruita nel 1326 dalla città di Perugia per domare e controllare il ribelle Castel della Pieve che mal sopportava il suo dominio, la Rocca si trova nel punto più alto della città e spicca con la sua mole imponente e le sue tre torri. Nel corso dei secoli, da baluardo militare divenne la sede dei Governatori Perpetui di Città della Pieve, di nomina apostolica, tra i quali si ricordano il Cardinale Ferdinando de Medici ed il Marchese Ascanio della Corgna. Nelle sue torri, anticamente cinque, furono ricavate le prigioni all’interno delle quali si compì l’efferato delitto dei fratelli Orsini per conto di Cesare Borgia nel 1503. Oggi ospita l’Ufficio Turistico e le stanze dei governatori sono utilizzate per mostre, incontri e convegni.
Visitabile su prenotazione. Per info e costi info@cittadellapieve.org

CATTEDRALE DEI SS GERVASIO E PROTASIO > Cuore di Città della Pieve, la Cattedrale sorge al centro della città nello stesso luogo dove sorgeva l’antica pieve da cui tutto ebbe origine. Nel VII sec. d.C., infatti, si presume l’erezione della chiesa originaria con funzioni battesimali (pieve) vicino alla quale sorse un villaggio fortificato. Sulla sua facciata sono leggibili alcune delle fasi della sua storia, da frammenti romanico-gotici in arenaria ai mattoni secenteschi. Il suo interno, di gusto barocco, ospita due pale d’altare del Perugino, “Madonna in Gloria e Santi” e “Battesimo di Cristo”, ed opere di autori manieristi come Savini e Pomarancio, al secolo Antonio Circignani nato a Città della Pieve e figlio del più noto Niccolò Circignani.
La Cattedrale è visitabile tutti i giorni gratuitamente.

PALAZZO DELLA CORGNA > Situato davanti alla Cattedrale in posizione predominante, fu la residenza privata del controverso Marchese Ascanio della Corgna, Governatore Perpetuo tra il 1550 e il 1564 nonché Signore di Città della Pieve (Castiglion del Lago e del Chiugi Perugino), nipote di Papa Giulio III del Monte, condottiero, spadaccino ma anche pluripregiudicato. Gli ambienti interni sono finemente affrescati con grottesche, tra cui spiccano gli affreschi manieristi di Pomarancio “Il Concerto” nella sala al pianterreno e Salvio Savini “Il Convivio degli Dei” e “Gli Amori degli Dei” nella sala nobile del primo piano.
Sempre al primo piano del palazzo è ospitato l’interessante Museo di Scienze Naturali, al cui interno si trovano un raccolta di fossili e minerali, una xiloteca e spermoteca, e la ricostruzione dell’evoluzione geologica del territorio.
Il Palazzo è visitabile tutti i giorni gratuitamente, mentre il Museo di Scienze Naturali è visitabile solo nei fine settimana.

ORATORIO DI SANTA MARIA DEI BIANCHI > Nel 1504 la Confraternita dei Disciplinati o dei Bianchi commissionò al Perugino il bellissimo affresco “Adorazione dei Magi” all’interno dell’allora Chiesa di Santa Maria dei Bianchi, oggi oratorio. L’opera costituisce uno dei capolavori dell’artista, in cui compaiono la grazia e l’eleganza delle forme che lo hanno reso uno dei Maestri del Rinascimento. Perugino impiegò 29 giorni per realizzare l’opera ma prima dovette contrattare a lungo per il suo onorario. Quest’ultimo, infatti, voleva 200 fiorini ma la Compagnia non era intenzionata a sborsare tanto. La questione si risolse con l’accettazione da parte del Perugino di 75 fiorini e un asino per portare colori e pennelli da Perugia a Castel della Pieve.
Per gli orari di apertura consulta la sezione del sito musei del circuito link su Città della Pieve

SPAZIO KOSSUTH > Ricavato all’interno delle rimesse del Palazzo Vescovile, lo Spazio Kossuth ospita la collezione permanente dell’artista contemporaneo Wolfgang Alexander Kossuth (1947-2008). L’esposizione ogni anno viene rinnovata attingendo dalla sua vasta produzione che abbraccia varie tematiche ed è caratterizzata principalmente da sculture in resina o bronzo, tecnica e materiali da lui prediletti. Accompagnano le statue, anche oli e disegni a carboncino.
Per gli orari di apertura consulta la sezione del sito musei del circuito Link su Città della Pieve

VICOLO BACIADONNE > Una lite tra confinanti ha dato vita ad uno dei vicoli più stretti d’Italia che la malizia popolare ha chiamato Vicolo Baciadonne. Largo non più di 80 cm nella sua parte più stretta, il suo nome nacque dalla supposta possibilità di tentare un approccio amoroso se mai, attraversandolo, si fosse incrociata una bella donna.

SANTUARIO DELLA MADONNA DI FATIMA, già Chiesa di San Francesco e Oratorio di San Bartolomeo > Situata appena fuori le mura della città, la Chiesa di San Francesco, costruita nel XIII secolo e oggi Santuario della Madonna di Fatima (primo in Italia), ospita opere di Antonio Cirignani e Domenico Alfani. Accanto, si trova l’Oratorio di San Bartolomeo, dove si conserva uno degli affreschi trecenteschi di Città della Pieve: la “Crocifissione”. Chiamata anche “Pianto degli Angeli” l’opera è stata attribuita alla scuola senese, nella figura di Jacopo di Mino del Pellicciaio. Caratteristica dell’affresco è il cielo il cui colore, ossidandosi, da azzurro è virato verso il color rame, conferendo al dipinto un fascino tutto particolare.
Il complesso è visitabile tutti i giorni gratuitamente.

MUSEO CIVICO-DIOCESANO DI SANTA MARIA DEI SERVI > Edificata alla fine del ’200 da un gruppo di frati dell’Ordine dei Servi di Maria appena fuori le mura, la chiesa è oggi un museo. Al suo interno si possono ancora leggere le fasi della sua storia, dall’abside gotico al barocco del suo aspetto attuale, passando per i frammenti degli affreschi rinascimentali, nascosti o cancellati dalla fase barocca. Di questi il principale è la “Deposizione dalla Croce” che il Perugino dipinse nel 1517 per conto della Compagnia della Stella, insieme ad altre opere perdute di cui non rimane traccia. L’affresco, nonostante le lacune, rimane un’opera significativa per la produzione tarda dall’autore e soprattutto per la presenza di personaggi criptici e stilemi non prettamente rinascimentali. All’interno della c.d. cripta della chiesa, insieme alla collezione di pale d’altare secentesche provenienti dalla diocesi di Città della Pieve, sono ospitati i reperti etruschi della tomba di San Donnino, scoperta nel 2015. Si tratta di tre urne cinerarie e due sarcofagi, con relativo corredo, databili tra la fine del IV e l’inizio del III sec. a.C.
Per gli orari di apertura consulta la sezione del sito musei del circuito link su Città della Pieve

TORRE CIVICA > Considerato il monumento più antico della città, la torre civica, con la sua forma quadrata, svetta tra i tetti di Città della Pieve. Di impianto romanico, la torre ha subito numerose modifiche nel corso del XIII e XIV secolo, identificabili lungo le sue pareti in base ai materiali utilizzati, che vanno dai conci di arenaria ai mattoni.

POZZO DEL CASALINO > Di probabile origine medievale, il pozzo è situato ai piedi di Via Vannucci, la strada principale della città. È profondo 36 metri ed è collegato ad una fonte, al di fuori delle mura cittadine, da un camminamento lungo circa 100 metri. L’ambiente sotterraneo è caratterizzato da concrezioni di calcare con soffitto costellato di piccole stalattiti, e non mancano insetti sotterranei. Il pozzo costituisce attualmente l’unico percorso underground di Città della Pieve ed è una delle sue maggiori attrazioni.
Visitabile solo con escursioni programmate in vari periodi dell’anno.

CHIESA DI SANT’AGOSTINO > Situata fuori dalle mura della città, in prossimità dell’omonima porta, la Chiesa di Sant’Agostino sorse alla metà del XIII secolo ma i suoi interni sono di fine Settecento, opera di Andrea Vici. La chiesa ormai sconsacrata è utilizzata come spazio per convegni, mostre, concerti ed ospita numerose opere di ambiente umbro-toscano che vanno dal XVI al XVIII secolo e le tavole di Niccolò Circignani e Salvio Savini.

MONASTERO DI SANTA LUCIA > Alla fine del bel viale alberato intitolato a Icilio Vanni, al di fuori delle mura cittadine, si trova il Monastero di Santa Lucia delle Clarisse dell’Ordine di San Damiano, uno dei primi ad essere edificati, poiché fu costruito quando era ancora in vita Santa Chiara. Il complesso realizzato interamente in mattoni risale al 1252 ma ha subito modifiche nel corso dei secoli, l‘ultima delle quali nel corso del ‘700. Le suore, fino alla metà del ‘900, erano note per la loro abilità nel tessere la lana e la canapa, che le contadine del circondario portavano loro già filate. La suore restituivano coperte e tessuti per camicie o altro.
Il Monastero non è visitabile.

CHIESA DI SAN PIETRO > Un altro luogo dove si può ammirare il Perugino, è la Chiesa di San Pietro, situata fuori le mura nella parte più estrema del Terziere Castello. La chiesa anticamente intitolata a Sant’Antonio conserva un affresco, per l’appunto, raffigurante Sant’Antonio Abate tra i Santi Paolo Eremita e Marcello, datato 1508. Davanti alla chiesa si trova una deliziosa piazzetta da cui si gode un bellissimo panorama sulla Val di Chiana e il Monte Cetona.
La chiesa è visitabile durante tutto l’anno nei pomeriggi dei giorni festivi e prefestivi.

PALAZZO DELLA FARGNA > Unico esempio di palazzo rococò di Città della Pieve, Palazzo della Fargna è oggi la sede del Comune. L’edificio fu voluto dalla famiglia italo-francese Laval della Fargna nel XVIII.

TEATRO DEGLI AVVALORANTI > Costruito nel 1835 dall’architetto Santini in luogo del precedente teatro settecentesco in legno, il Teatro degli Avvaloranti è il classico esempio di teatro all’italiana, con una platea, tre serie di palchetti ed un loggione. Il sipario storico fu realizzato realizzato nel 1870 da Mariano Piervittori, raffigurante il Perugino con la moglie pievese Chiara Fancelli insieme ad un gruppo di allievi, tra i quali il giovane Raffaello.
Visitabile su prenotazione. Per info e costi: info@cittadellapieve.org